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L’invito è fraternamente e benevolmente rivolto a tutti, la presenza di ognuno è preziosa… sempre!

Ciao!

Per non dimenticare……….

Per accogliere e condividere

Che cosa ci spinge, ogni giorno, a perseverare nell’impegno per tener viva questa realtà? La fiducia fondata sulla consapevolezza dell’appartenenza e sulla verità della relazione solidale, della carità.
La consapevolezza che tutti “apparteniamo gli uni agli altri”, che tutti siamo legati da vincoli profondi di solidarietà, da una “comunione “ che ci è donata, questa è la forza che ci spinge a camminare su questa strada.
E’ una consapevolezza che cresce progressivamente con l’esperienza, con l’ascolto, con lo stare insieme, con il conoscere noi stessi e gli altri, con il riconoscere quello che siamo, con trasparenza e sincerità. Accogliendo se stessi si impara ad accogliere gli altri.
Ognuno di noi, nel ruolo che riveste e svolgendo i compiti che gli sono assegnati, è chiamato a svelare questo “legame di appartenenza”, per renderlo più trasparente, per farlo emergere attraverso gesti concreti, esperienze, progetti di condivisione e di accoglienza.
Il quotidiano “darsi da fare per gli altri” e l’impegno faticoso teso a costruire un cammino comune, richiede ogni giorno un secondo importante impegno, una seconda importante convinzione: ritornare alla sorgente, continuare a cercare la motivazione che nasce dentro di noi, che sa guardare oltre la nostra umana fragilità.
Per costruire un cammino di “pace”, per ridonare “serenità” alla nostra vita ed a quella degli altri, abbiamo bisogno di imparare ad invocare “la Grazia”, che viene dall’alto, dobbiamo imparare a ritrovare la vita che è dentro di noi e nel cuore di tutti i fratelli che chiedono aiuto. Forse questo è uno dei significati di un nome così impegnativo: Grazia e pace.
La carità non può che coniugarsi con la contemplazione, la meditazione profonda, la preghiera. Per ritrovare gli altri, bisogna ritrovare l’autenticità di se stessi, per ritrovare se stessi bisogna volgere lo sguardo contemplativo verso la Sorgente della vita e dell’Amore.
E’ questo il circolo virtuoso dentro il quale il nostro cammino più sopravvivere. Ognuno compie i propri piccoli passi, secondo le proprie capacità, le proprie convinzioni, nella libertà, non sempre consapevole di ciò che accade, di ciò che fa. Ognuno cammina, rispettoso del cammino dell’altro, della diversità dell’altro.
Insieme cerchiamo di prenderci per mano, di aiutarci, di sostenerci, di rialzarci quando cadiamo. E’ più importante imparare a rialzarsi, che cercare di non cadere mai.

L’accoglienza si realizza
quando la condivisione
diventa consapevolezza
di reciproca appartenenza

Pietro Leonardi. A Saiano di Cesena. “Grazia e pace” Presentazione della Comunità (Pubblicato su “Su le vie del bene”, rivista dell’Opera Don Baronio Cesena, n. 2 novembre 2003)

 

 

 

 

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